Verso un nuovo pareggio al Senato?

Allora, come promesso, ecco i calcoli del Senato che verrà, Porcellum alla mano…

Secondo la normativa vigente, il Senato viene eletto su base regionale (come disposto dalla Costituzione, art. 57, comma 1), il che significa che non viene previsto un computo nazionale del totale dei voti ricevuti da ogni forza politica, ma la composizione dell’Assemblea è il prodotto di 20 diverse e distinte competizioni regionali, alle quali si aggiungono i risultati delle competizioni relative ai seggi spettanti agli italiani all’estero (6 su 315).

Queste 20 diverse competizioni regionali funzionano nel modo seguente:

  • 17 competizione proporzionali con premio di maggioranza regionale pari al 55% dei seggi da assegnare alla singola regione;
  • 2 competizioni regionali su collegi maggioritari uninominali, costruiti per favorire la rappresentaza delle regioni etnicamente plurali (Valle D’Aosta e Trentino Alto Adige), che eleggono complessivamente 8 seggi;
  • 1 competizione proporzionale senza premio di maggioranza, nella regione Molise, che elegge solo 2 senatori.

Pertanto, su 315 seggi elettivi, solo 299 vengono attribuiti con premio di maggioranza. Il premio di maggioranza regionale viene attribuito al partito/coalizione di partiti che ottiene anche un solo voto più della coalizione giunta seconda ed è prefissato nella misura di 55% dei seggi, eventualmente arrotondato all’unità superiore. Quindi, nel caso in cui in una regione debbano essere attribuiti complessivamente 40 seggi, il partito/coalizione vincente ne prende 22 quale che sia la percentuale complessiva di voti da esso raggiunti…

Complessivamente – quindi – nel caso in cui una coalizione fosse in grado di vincere tutte e 17 le competizioni regionali potrebbe conquistare 165 seggi e se tale trionfo dovesse estendersi anche alle 3 regioni senza premio di maggioranza e alla circoscrizione estero, allora il dato più alto raggiungibile sarebbe di 180, contro i 135 complessivamente spettanti alla coalizione giunta seconda. Non male, ma impensabile.

Impensabile perchè la distribuzione dei voti è molto variabile da regione a regione e vi sono – per semplificare le cose – regioni nelle quali il centrodestra vince qualsiasi cosa accada (Veneto, Lombardia), regioni nelle quali il centrosinistra vince cascasse il Mondo (Toscana, Emilia Romagna) e regioni ballerine, che possono spostarsi ora di qua, ora di la. Quindi il dato di 180 seggi va ritoccato verso il basso ed io l’ho fatto secondo il seguente criterio:

  1. attribuzione al centrodestra di tutte le regioni storicamente ad esso affini (56 seggi per il CD);
  2. attribuzione al centrosinistra di tutte le regioni “rosse” (32 seggi);
  3. attribuzione al centrodestra di tutte le regioni vinte nel 2006, nonchè di quelle conquistate nel 2006 dal centrosinistra con uno scarto di voti inferiore al 10% (dal momento che si ipotizza un netto calo dei partiti dell’ex Unione, ma non un tracollo sotto i livelli storici minimi consolidati). Questo dato aggiunge ulteriori 46 seggi al centrodestra;
  4. attribuzione al centrosinistra di tutte le regioni vinte con un distacco superiore a 10 punti nel 2006 e – in aggiunta – della regione Lazio (nel 2006 vinta dal centrodestra per uno scarto inferiore all’1%), nella convinzione che l’ipotesi di una candidatura a premier di Walter Veltroni (sindaco di Roma), favorirebbe un’aggregazione di tipo localistico attorno alle forze di centrosinistra. Quindi, ulteriori 25 seggi da attribuire al centrosinistra;
  5. distribuzione dei seggi minoritari, che aggiungono ulteriori 39 seggi al centrodestra e 75 al centrosinistra.

Il dato parziale – dunque – è di 141 seggi al centrodestra e 132 al centrosinistra. Restano da attribuire 6 seggi nelle circoscrizioni estero e 36 nelle regione “ballerine”, cioè in quelle in cui il risultato elettorale appare più aperto.

I 6 seggi della circoscrizione estero sono stati assegnati nel 2006 4 all’Unione, 1 al centrodestra e 1 indipendente. I cittadini che votano nella circoscrizione estero sono persone per lo più distanti dalla quotidianità dell’Italia, patria ideale lontana spesso non visitata da anni, se non addirittura mai nella vita, verso la quale hanno un legame di tipo culturale, sentimentale e associazionistico, ma anche una lontananza dalle quotidiane fibrillazioni e fluttuazioni della realtà italiana.

E’ quindi un voto più rigido, meno sensibile alle oscillazioni e agli umori di chi in Italia vive e lavora, spesso articolato e strutturato ad opera delle associazioni di emigrati, che nei fatti gestiscono e drenano il consenso dei pochi cittadini di origine italiana che si recano al voto dando vita a potentati personali che – a parer mio – sono più impermeabili ai cambi di orientamento politico e ideologico. Quindi sono portato a ritenere che il rapporto tra centrosinistra e centrodestra resti confermato: 4 al centrosinistra e 2 al centrodestra.

Quindi, siamo 143 per il centrodestra, 136 per il centrosinistra. E veniamo ai 36 seggi in palio nelle regioni incerte. Che sono 5: Liguria, Abruzzo, Molise, Calabria e Sardegna. Ipotizzando un cappotto del centrodestra (cosa difficile) questo vorrebbe dire aggiungere altri 20 seggi alla coalizione di Berlusconi, ipotizzando un cappotto del centrosinistra (assurdo), questo porterebbe i 20 seggi a Veltroni, più credibilmente – potrebbe finire 50 e 50…con il centrosinistra vincente in Liguria e Sardegna, perdente in Abruzzo e Calabria, pari (1 a 1) in Molise.

Il mio conto totale darebbe pertanto i seguenti risultati:

  • centrodestra 161 seggi
  • centrosinistra 154 seggi
  • 7 senatori a vita: due (Andreotti e Pininfarina) con il centrodestra e 5 con il centrosinistra.

Conto finale:

  • centrodestra 163
  • centrosinistra 160

Annotazione sull’Udeur. Si tratta di un partito che ha un seguito elettorale minimo (480.000 voti nazionali) e solo in Campania riesce a raggiungere una percentuale di voti non trascurabile (5%). Ma questo dato non cambia i rapporti di forza tra le coalizioni, dato che anche nel 2006 la Campania venne attribuita al centrodestra e quindi il cambiamento di campo di Clemente Mastella, almeno sul piano numerico, non sposterebbe seggi tra le coalizioni.

Questi i conti. Magari sbaglio o magari no.

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18 thoughts on “Verso un nuovo pareggio al Senato?

  1. Pingback: il blog di Fable » Verso un nuovo pareggio al Senato anche se vince la destra..

  2. Pingback: Chris Hanretty - Italy, seat shares

  3. Non ti pare irrealistico di parlare della “sinistra” quando non c’e` piu` un accordo tra la sinistra arcobaleno e il partito democratico? SWG (http://www.sondaggipoliticoelettorali.it/asp/visualizza_sondaggio.asp?idsondaggio=2709) ha calcolato che la destra guadagnerebbe 170 seggi, e dunque vincerebbe tutti e 17 competizioni regionali; credo che quest’ultimo sia un po` troppo, ma non vedo altro che un vittorio dirompente per il centrodestra, premesso che il loro consenso rimane com’e` (Vedi anche http://chrishanretty.co.uk/blog/index.php/2008/02/08/italy-seat-shares/)

  4. Beh…io ho fatto un calcolo sulla situazione di 10 giorni fa…ma qui le cose cambiano ogni minuto. Comunque, se la CDL si unisce in un unica sigla, qualcosa perderà alla fine… Vedremo.

  5. Qui le cose cambiano di giorno in giorno, ma nelle tue ipotesi, ovviamente di parte, hai scritto delle inesattezze. Non ho letto con attenzione tutta la tua previsione ma alcune tue “logiche considerazioni” sono fuori luogo.

    1. Il Lazio e la Campania nel 2006 sono finite al centrosinistra (molti dubbi sulla campania che fino allì’ultimo ha fatto sospirare più di qualche politico di sinistra, tanto che molti sospettano brogli…);
    2. I senatori a vita, per tradizione, votano sempre a favore dei governi che si insediano all’inizio di legislatura, indipendentemente se di destra o sinistra, semplicemente per coerenza costituzionale. Ricordo ai meno lucidi che nel 1° governo Berlusconi post prima repubblica hanno datto la fiducia tutti al governo;
    3. L’assegnazione dei senatori esteri è stata fallata dalla scellerata politica di destra di non accorpamento di liste, in america, per esempio, Forza Italia e AN si presentavano separate mentre l’Ulivo accorpava Ds e Margerita. Insieme FI e AN avevano la maggioranza ma ovviamente ha vinto il “partito” (ulivo) con maggiori voti…
    4. Non hai considerato che in alcune regioni vinte dal centrodestra aumenterà (forse) il voto a favore del PDL e superando il 55% dei voti non verrà assegnato il premio di maggioranza ma un numero di senatori maggiore in base ai voti reali…

    Viste queste mie ultime considerazioni credo che il tuo calcolo sopra sia leggermente errato…

    Buone votazioni e, nonostante io sia per il PDL, complimenti a Veltroni che ha avuto il coraggio di sganciarsi da quei venditori di fumo della sinistra arcobaleno…

  6. errata corrige

    nel Lazio aveva vinto il centrodestra… scusa l’inesattezza…
    aggiungo che è probabile che questa regione ritorni al centrodestra con maggiori margini e assegni più senatori del premio di maggioranza….

  7. Maurizio la mia ipotesi può essere in controluce di parte, ma essendo un “tecnico” di queste cose cerco sempre – magari non riuscendoci – di essere oggettivo, il che anche per un “partigiano” è sempre un buon comportamento. Mai dimenticare che “il Signore acceca chi vuol perdere”.

    Venendo alle obiezioni di sostanza, sulla Campania nulla da eccepire. Sul Lazio ho specificato che è la sola regione che penso – sic stantibus rebus – possa cambiare campo, proprio in virtù della candidatura diretta del Sindaco di Roma.

    Per quanto riguarda il tuo punto 4, io fatico a vedere un trionfo elettorale nella misura che tu immagini, ma – anche ci fosse – considera che per spostare un seggio nelle regioni medio-piccole (quasi tutte) ci vogliono percentuali assolutamente folli. Prendiamo ad esempio il Piemonte, vinto dal CD nel 2006. Per passare da 13 seggi a 14 (cioè solo uno in più), il CD dovrebbe guadagnare sul 2006 il 12% dei voti…diciamo che forse solo Bonaiuti può credere a salti di questa natura.

    Il mio calcolo però era fatto ipotizzando un centrosinistra sostanzialmente unito – e il 28 gennaio era ancora una situazione aperta…oggi dovrei ritarare un po’ le previsioni. Ma non tantissimo, credo.

    Buon voto anche a te.

  8. Sarebbe interessante rifare il calcolo adesso Con l’Udc che si presenta da sola. E essendo molto forte in alcune regioni, rimette in discussione più di un risultato…..

  9. Occorre considerare alcune cose.
    1)I seggi dell’estero vanno effettivamente calcolati tenendo conto che la destra si presenterà unita.E tenendo conto anche del fatto che il senatore Pallaro – o chi per esso – appoggerebbe la maggioranza uscita dalla Camera:che molto probabilmente sarebbe di centro-destra.Dunque il risultato della circoscrizione Estero dovrebbe essere:2(più 1)per Berlusconi-3 per Veltroni.
    2)I senatori a vita.Non credo che Scalfaro,Ciampi,Colombo e la Levi Montalcini voterebbero a favore di un governo Berlusconi.Neanche il voto di Cossiga e Andreotti è scontato visto che nel 2001 Cossiga non votò a favore di Berlusconi e che Andreotti non votò a favore di Berlusconi neanche nel 1994.Non bisogna poi dimenticare che Napolitano deve nominare ancora alcuni senatori a vita.Dunque il calcolo è di 4(minimo)per Veltroni-3(massimo)per Berlusconi.
    3)Dei seggi di minoranza che verranno assegnati,bisogna calcolarne almeno uno che andrà alla Sinistra.
    Questo cosa significa?Che nelle regioni in cui vincerebbe il Partito Democratico, non tutti i seggi che rimangono da assegnare agli altri finirebbero al centro-destra.Per cui,ad esempio,se in Toscana il PD dovrebbe – e dovrebbe farcela – vincere il premio di maggioranza,otterrebbe 10 seggi su 17.Ma il centro-destra non otterrebbe 7 seggi:ne otterrebbe 6.1 andrebbe alla Sinistra.
    4)In Campania il centro-sinistra,nel 2006,ha vinto e non perso.

    Rifacendo i calcoli tenendo a mente tutto questo(e ipotizzando che Veltroni conquisti il Lazio e una sola delle cinque regioni incerte:cosa possibile),il risultato di un’eventuale votazione di fiducia al governo Berlusconi sarebbe questo:
    favorevoli – 163(massimo)
    contrari – 159(minimo),e non 160.
    Si tenga poi a mente che il presidente non vota.

  10. Il calcolo di cui sopra considera che la regione incerta conquistata da Veltroni sia l’Abruzzo.Se fosse la Liguria il risultato della votazione sarebbe:
    favorevoli – 161(massimo)
    contrari – 161(minimo).
    Sempre senza considerare il presidente.

  11. Pingback: Verso un nuovo pareggio al Senato anche se vince la destra.. at il blog di Fable

  12. Eccomi qua, aspetto notizie dal nostro caro Marco che, da politologo, potrà spiegarci certe migrazioni di voto e il perchè dell’attuale situazione politica. Non nascondo la mia soddisfazione essendo la mia idea politica più vicina alla linea B&B (Berlusconi & Bossi) che a Veltroni/Di Pietro. Non voglio burlarmi degli sconfitti ne’ tantomeno parlottare di questioni “da bar”. Una cosa mi fa solo incaz*: la continua disinformazione sui sondaggi (sempre a favore del centrosinistra) e l’inutilità degli exit poll. Gli organi di informazione la devono finire di illudere gli elettori di centrosinistra sui sondaggi. E la devono finire di denigrare Berlusconi quando parla dei suoi sondaggi. Nelle ultime due elezioni politiche ha sempre avuto ragione Berlusconi (percentuali, numeri, distacco, vittorie di misura ecc.) ergo i commentatori di sinistra facciano un mea culpa.
    Auguri al nostro nuovo Presidente Berlusconi.
    Maurizio

  13. Caro Maurizio.
    Ti ringrazio per l’attenzione immeritata. Citarsi non è mai bello ma nell’ultimo post precedente al black out sui sondaggi (http://marcocucchini.wordpress.com/2008/03/25/stato-dellarte-5-piccoli-movimenti/) i dati che ho calcolato non erano poi molto diversi da quelli verificatisi alla fine. Se ci fai caso erano tutti entro l’1% fisiologico di errore, tranne il dato della Sinistra Arcobaleno, vero e proprio colpo di scena di queste elezioni.
    E’ il dato della SA che ha consegnato il Senato al centrodestra, dato che sembrava assodato che questa formazione riuscisse a superare il quorum in 4-5 regioni conquistando seggi strappandoli alla maggioranza (si ipotizzavano 7-8 seggi). Le cose sono andate diversamente: il messaggio del voto utile è stato recepito dalla sinistra (che ha votato in massa il PD) e non dal centro (che solo in minima parte ha abbandonato l’UDC) e questo dato ha determinato il fallimento complessivo della strategia di Veltroni.
    Sugli exit poll ho la tua stessa opinione.

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