Negazione

Sono capitato per errore su un blog “negazionista” con insulti grevi e ironie indegne nei confronti dei sopravvissuti alla tragedia della Shoah e – per non farsi mancar nulla – a quella delle altre “categorie martiri” (zingari, prigionieri di guerra russi, omosessuali, malati di mente, disabili, élite culturale polacca…).

Il blog rivendicava il diritto di scrivere le proprie porcherie rifacendosi all’art. 21 della Costituzione italiana e allora io – pur sapendo che non serve a nulla – ho lasciato un commento di questo tono: “a norma dell’art 21 della Costituzione da Voi ricordato, desidero esprimere in piena libertà la seguente opinione intellettuale: crepate, nazisti di merda!”. So che non è degno di me, ma ormai è fatta…

E mi sono messo a riflettere sul negazionismo. Che significa? molto semplicemente dire che l’Olocausto non c’è mai stato. Una balla costruita ad arte per non si sa bene quale ragione…

Ora, già è incomprensibile che esistano dei nazisti “oggi”, vale a dire nell’Italia del 2009, che è priva di tutte le problematiche socioeconomiche e politicoculturali della Germania del 1933, ma che negare un fatto storicamente accertato non è solo una posizione politica aberrante, ma pure una cazzata! Sarebbe come se – per esempio – un sostenitore di Napoleone negasse l’evento “battaglia di Waterloo”, solo perchè il nostro idolo ne è uscito maluccio.

Eppure – senza saper ne leggere ne scrivere – ci sono elementi probanti della storicità dell’Olocausto, che tanto vale ricordare:

1. La vicenda è piena di “criminali” rei-confessi. A partire da Hitler, che ha rivendicato lo sterminio degli ebrei più volte (l’ultima nel testamento redatto un giorno prima del suicidio), per giungere ai verbali della conferenza di Wansee del 1942 (che pose le basi “operative” dello sterminio), fino agli scritti privati dei principali gerarchi nazisti, alle loro stesse deposizioni a Norimberga (quando fecere scaricabarile delle responsabilità su Himmler, ma non negarono l’evento dell’Olocausto), per giungere alla stessa deposizione del responsabile di Auschwitz, Rudolf Hoss, che spiego in modo piano e acritico come fu possibile l’eliminazione di circa 2.000.000 di esseri umani grazie ad un “razionale” utilizzo delle camere a gas;

2. La vicenda è piena di testimoni. Decine di migliaia di scampati di ogni paese europeo che – senza conoscersi tra loro, senza aver modo di concordare una “versione dei fatti” condivisa – hanno descritto nei minimi particolari la “vita” all’interno dei lager;

3. La vicenda è piena di prove documentali: cadaveri, foto, testimonianze esterne, luoghi di detenzione, strumenti di tortura… Mai crimine fu meno nascosto e mai prove furono occultate in modo più sciatto.

Ciò nonostante, non si trova un solo nazista che dica “hanno fatto bene ad ucciderli tutti”, ma se ne trovano a bizzeffe che dicono “non è mai accaduto”, il che è surreale. E testimonia l’inutilità di ogni ragionamento. E l’inutilità stessa di questo post, che a ben vedere avrei pure potuto non scrivere e voi avreste potuto tranquillamente non leggere.

Non serve a nulla. Nulla aggiunge e nulla toglie e io – scrivendolo – lungi dal sentirmi sollevato, sono ancora più incazzato.

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One thought on “Negazione

  1. Il problema non è soltanto numerico. La prima fonte di orrore dovrebbe essere l’organizzazione di una macchina di sterminio. Se si accetta questo allora il problema si sposta dal (l’enorme) numero dei morti alla capacità di un paese di organizzare uno strumento di sterminio. Com’è potuto accadere?
    Se durante una guerra ( come la II guerra mondiale)un paese perdesse sei milioni di persone, nel suo orrore, sarebbe tutto successo all’interno di uno scontro armato con regole ‘precise’.
    Ma un paese che progetta una industria della morte e riesce metterla in pratica penso sia di per sè un crimine.
    Ora negare che quest’organizzazione sia esistita diventa un tantino difficile, e a questo punto che al suo interno siano state uccise 20 persone o qualche milione non modifica nulla.

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