Verso le persone…

Me ne hanno parlato poco fa. Indubbiamente c’è grande rispetto per la figura del premier Monti, così come ci si rende conto che è impossibile attivare scelte politiche del tutto avulse dal macrocontesto comunitario e globale.

Però, il maggior limite della politica attuale – può sembrare facile populismo, ma non lo è – è la sua incapacità non solo di parlare alle persone normali, ma soprattutto di essere realmente empatica con esse. Esercitare lo sforzo dell’ascolto, mettersi in grado di interagire direttamente con i cittadini perché si condividono con essi i problemi, attivare un criterio di rappresentanza basato non sull’appartenenza ideologica ma sul desiderio di portare avanti programmi e istanze reali, discusse, sentite, beh… questo sarebbe una svolta vera.

In questi giorni a Udine si è fatto polemica sulla prostituzione. Si sono confrontati i “negazionisti”, vale a dire coloro che ritengono che la prostituzione non esista e i “realisti”, che invece pensano si tratti di un fenomeno ineliminabile e quindi, come con tutti i fenomeni ineliminabili, spetti al diritto regolamentarlo e non ignorarlo.

Culturalmente io sono portato a parteggiare per i realisti, anche se non sono un “utilizzatore finale” di servizi legati alla prostituzione (anzi, per essere politically correct, non sono legato a servizi di “consulenza per la valorizzazione delle sensazioni fisiche”), ma ho nostalgia per quei politici di professione che facevano dei principi e della vicinanza con le persone il centro del loro impegno pubblico.

E penso alla senatrice Lina Merlin. Non era una baciapile, anzi. Era una socialista onesta e coraggiosa, che ha combattuto tenacemente per 10 anni (dal 1948 al 1958) per fare andare in porto il suo progetto di chiusura dei bordelli, osteggiato dal machismo retrogrado e dal moralismo clericale che sempre la fa da padrone nel nostro Paese. La Merlin credeva veramente nella possibilità di abolire la servitù sessuale delle donne attraverso un atto di legge. Credeva veramente che il suo impegno avrebbe posto fine al “mestiere più antico del mondo” e si sarebbe aperta una nuova epoca di libertà e di autonomia per tutte le donne.

Insomma, la Merlin credeva ancora in una politica che può migliorare la vita delle persone perchè retta da valori e costruita su obiettivi. Era un’ingenua e un’idealista che oggi non andrebbe lontano. Oggi è il tempo dei mali minori.

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