Primarie, ecco il tag cloud del confronto Matteo Renzi – Pier Luigi Bersani

renzi-e-bersani-su-rai-130/11/2012 – Cosa ci dicono davvero le parole di Pierluigi Bersani Matteo Renzi? Cosa rivelano dei due sfidanti al ballottaggio per le primarie del centrosinistra? Per scoprirlo l’intero duello televisivo di mercoledì scorso su Rai 1 è stato trascritto e affidato alla potente piattaforma di analisi semantica di Expert System.

Expert System è una società italiana, fondata da Stefano Spaggiari, che è diventata leader mondiale in questo tipo di analisi. Nelle scorse elezioni americane è stata utilizzata per mettere a confronto le parole di Obama con quelle di Romney in tutti e tre i duelli tv (il 1, il 2 e il 3).

In Italia per la prima volta era stata testata nel primo turno delle primarie, in occasione del dibattito a cinque andato in onda su Skytg24 (qui il resoconto). Ora il bis per il faccia a faccia su Rai1. Ecco i risultati principali.

LUNGHEZZA: Bersani ha parlato di meno. Lo si vede in base al peso in kilobites del testo (35 contro i 43 di Renzi) e al numero di parole totali (Bersani 6073, Renzi 7746). Quindi a parità di tempo scandito dalla giornalista, Renzi ha parlato più velocemente. Si tratta in questo caso di una conferma anche dei dati del dibattito di SkyTg24.

STRUTTURA DELLE FRASE: è abbastanza simile per i 2 candidati, Renzi ha circa 4,4 proposizioni per ogni periodo, Bersani, 4,5 proposizioni per ogni periodo. La costruzione delle frasi, rispetto al precedente confronto tv del 12 novembre con gli altri 3 candidati, è però più articolata per entrambi (la volta scorsa per Bersani erano evidenziate 3,8 proposizioni per ogni periodo, 3,4 per Renzi). Questo vuol dire che hanno provato ad essere meno sintetici, più analitici.

SENTIMENT: il sentiment, ovvero lo stato d’animo, trasmesso dalle parole pronunciate Renzi e Bersani è neutro per entrambi, cioè c’è un presenza equivalente di termini positivi e negativi. A parità di sentiment
neutro, Renzi ha usato però un maggior numero di termini connotati positivamente o negativamente, che indicano un linguaggio più colorito e martellante su alcuni concetti, mentre il messaggio di Bersani appare
in un certo senso più posato, meno pittoresco
. Renzi pare inoltre ribattere più frequentemente rispetto allo sfidante sugli stessi concetti (es. nel sentiment negativo appaiono molte volte i termini *crisi* e *dramma*).
PERSONAGGI: Bersani cita meno personaggi (16 personaggi su 29 citazioni totali) di Renzi (22 su 59 citazioni). Per Renzi primo fra tutti il concorrente Bersani; anche per Bersani lo sfidante, che però viene chiamato in causa meno spesso, seguito da Monti. Questo il dettaglio.
Monti: Bersani 4 Renzi 0 (Renzi non lo cita mai come persona ma in riferimento “all’agenda Monti”)

Sfidante: Bersani 9 Renzi 16

Berlusconi: Bersani 2 Renzi 5

Casini: Bersani 1 Renzi 5

Stranieri: Bersani Hollande e Abu Mazen, Renzi Obama e Merkel
AGGETTIVI: Renzi usa lo stesso numero di volte gli aggettivi *nostro *e *mio*, mentre Bersani predilige *mio*, usa meno *nostro*. Altri aggettivi pronunciati da Bersani sono *primo, comune, europeo, nazionale, bello, difficile, fiscale, moderato e nuovo. *Per Renzi*grande, vero, europeo, primo, unico, bravo, centrale, serio, bello e capace.*

SOSTANTIVO: tra i sostantivi più usati da entrambi spiccano “problema” e “paese”. “Sistema” è tra i più rilevanti usati da Bersani, seguito da “settore” e“politica”, mentre per Renzi risultano più frequenti “sindaco” e “legge”. Renzi richiama spesso i “figli” e i “cittadini”, Bersani la *gente*. Renzi parla di“lavoro”, Bersani di “investimenti” e “solidarietà”.

*Verbi*: usando molto spesso il verbo *fare *(il secondo dopo l’ausiliare essere) *Bersani *e Renzi dimostrano entrambi un atteggiamento fattivo e concreto (Nell’ultimo confronto tv invece Renzi usava di più *fare *rispetto a Bersani). Il terzo verbo più frequente per entrambi è *dire*, il quarto *avere*. Se quindi sembrano prediligere gli stessi verbi a un primo approccio, le differenze emergono negli altri verbi presenti in lista. Bersani dopo utilizza *stare *e *bisognare*, mentre Renzi *andare *e *credere*. Tra gli altri verbi, *cambiare e votare *contraddistinguono in particolare Renzi, *cercare *e
*sapere *caratterizzano Bersani.

LOCALITA’: Europa è citata lo stesso numero di volte da entrambi i candidati, mentre Italia compare molte più volte nel discorso di Renzi (25 citazioni) che in quello di Bersani (9 citazioni). In generale Renzi richiama comunque più località di Bersani.
INDICE DI LEGGIBILITA’: è il valore che si ottiene analizzando tipi di parole, frasi e paragrafi di un testo per determinarne appunto la leggibilità (Indice rilevato: Gunning’s Fog). Stando agli indici di leggibilità, sia Bersani sia Renzi sembrano rivolgersi a un pubblico discretamente scolarizzato. Infatti, sebbene le risposte di Bersani risultino leggermente più leggibili rispetto a quelle di Renzi, tuttavia richiedono un discreto livello di scolarizzazione, equiparabile a quello raggiunto verso la fine della scuola superiore (12 anni di scolarizzazione per Bersani e 13 anni per Renzi). Dicono gli analisti di Expert System: “Il livello di scolarizzazione richiesto, rispetto al dibattito precedente in diretta su Sky, è dunque aumentato per entrambi (Per Renzi erano 12 anni, per Bersani 10 anni): questo si rivela un dato sorprendente se si pensa che la platea era quella del tg1 e che il messaggio era rivolto a un pubblico più ampio”.

Fonte: Huffingtonpost.it | Autore: Riccardo Luna| Per vedere le infografiche dei Tag cloud clicca qui

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