Fattore rosa al Colle: dietro Cancellieri spunta Bonino

bonino - napolitano20/04/2013 – L’ex commissario europeo gode di consensi tra i grillini, Pdl e Pd. Le speranze di Rodotà. E adesso che succede? C’è chi vorrebbe un Napolitano bis. E torna in corsa anche Amato.

«Voteremo un presidente per un governo condiviso con il Partito Democratico». Silvio Berlusconi si gode le dimissioni di Pier Luigi Bersani dalla segreteria del pd, ma allo stesso tempo rilancia nel campo dei centristi e dei democratici la «palla» per risolvere l’impasse sul Quirinale.

Al termine di una giornata di fuoco, dopo aver smosso le truppe pidielline per respingere la candidatura di Romano Prodi (tra cui la maglietta della Mussolini e la mortadella a Montecitorio ndr), il Cavaliere ha deciso di coinvolgere nel lavoro di mediazione Mario Monti e Pierferdinando Casini.

Durante un incontro «molto cordiale» di due ore con gli esponenti di Scelta Civica, Berlusconi ha detto che non gli dispiacerebbe il nome di Annamaria Cancellieri, già proposto in giornata. Ma non ha escluso di poter convergere su altri nomi. Tra cui quello di Giorgio Napoliano, per un bis inedito e difficile, oppure persino su quello di Emma Bonino.

La vera trattativa inizierà durante la quinta votazione, dove Pd e Pdl hanno già annunciato di votare scheda bianca. A quanto pare Stefano Rodotà, figura istituzionale proposta dal Movimento Cinque Stelle, non ha trovato sponde, al momento, tra i democratici. Le possibilità che il professore di diritto possa farcela sono al lumicino. Per questo motivo l’area dove guardare è il centro. E bisogna tenere presente soprattutto il fattore «rosa» di cui oggi ha parlato a lungo Monti e su cui sembra non voglia tornare indietro. Si cerca quindi un nome istituzionale (e poco politico ndr) che possa trovare «un consenso ampio». I nomi che si fanno in queste ore sono molti. Ma le variabili sono tante.

Come ha detto Bersani durante l’assemblea al Capranica il nome non dovrà essere fatto dal Pd, come è successo per Franco Marini e Romano Prodi: farebbe la fine di un tiro al piccione.Le possibilità di Massimo D’Alema sono poche, anche perché, fanno notare nel Pd «se lo proponesse Berlusconi lo brucerebbe». Si parla diffusamente quindi di un ritorno in campo di Marini, il lupo marsicano, ma le vere sorprese potrebbero essere altre due: Napolitano e la Bonino.

Sul primo pesa un il no già annunciato nei giorni scorsi: l’attuale Capo dello Stato non avrebbe voglia di ripresentarsi. Però già da alcune parti della Lega Nord si sono levate voci che lo vorrebbero di nuovo al Colle. Tra queste quella del deputato leghista Gianluca Pini («Se qualcuno nel PD ha un minimo di buon senso, domani vota Napolitano. Unica scelta possibile per evitare il tracollo») La strategia del Carroccio è evidente: non vogliono Giuliano Amato. L’ipotesi dell’ex socialista circola con forza in Transatlantico, ma rischia di fare la fine di quella di Marini.

Per questo motivo in queste ore sta circolando tra i deputati un sondaggio di qualche settimane fa sulla Radicale. È una rilevazione di Ipr Marketing, dove sono stati sentiti tutti i 1007 grandi elettori che in questi giorni si ritrovano a Roma per nominare il prossimo presidente della Repubblica. Ebbene, quel sondaggio dice che Emma Bonino è la più apprezzata nell’intero arco parlamentare.

Tra gli elettori del Movimento Cinque Stelle vanta il 26% dei consensi, contro il 7% di Rodotà. Tra quelli del Pdl è al 35%, contro il 5% di D’Alema. In quelli del Pd si piazza dopo Prodi e Rodotà. L’incastro è difficile. E soprattutto sulla Radicale pesa un macigno grande come una casa: non è chiaro ancora adesso chi dovrebbe (o potrebbe ndr) proporla. Se lo facesse Berlusconi la brucerebbe. Bersani, dopo il fallimento su Prodi e Marini, anche. Non rimane che Mario Monti. O chissà lo stesso Grillo che gioisce per le dimissioni di Bersani.

L’attuale presidente del Consiglio ci pensa. La Bonino è sua amica. La stima è reciproca. Il nodo potrebbe sciogliersi nel caso in cui la Cancellieri si ritirasse dalla corsa. Non a caso, fanno notare alcuni parlamentari di centro, il ministro dell’Interno non ha risposto a chi le domandava della sua candidatura. Ma a remare soprattutto contro la Bonino è il voto cattolico: nel Pdl, nel Pd e in Scelta Civica sono già pronti i franchi tiratori. E dal Vaticano sono  già partire telefonate di fuoco. La battaglia per il Colle continua.

Fonte: linkiesta.it | Autore: Alessandro Da Rold

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