Tutti pazzi per Bill De Blasio. Come o meglio di Obama?

bill06/11/2013 – La forza comunicativa e il successo di Bill De Blasio, neoeletto sindaco di New York, sono tutti nella foto che sta facendo il giro del mondo e che è già simbolo della sua vittoria. Quella in cui abbraccia il figlio Dante: nome italiano, per rendere onore alle origini del papà, e riccioli afro, come la mamma. Un simbolo vivente del Melting Pot della Grande Mela.

E’ uno scatto che ricorda quello di Barack Obama abbracciato alla moglie Michelle e , volendo, le similitudini tra i due non finiscono qui. Bill e Barack rappresentano le minoranze personalmente, ancor prima che politicamente. Hanno vinto grazie a campagne capillari, potenti, giocate soprattutto sui social network e internet, hanno interrotto anni di egemonie repubblicane. Hanno fatto sognare e, soprattutto, sperare, in una città, in una nazione e, perché no, in un mondo migliore. Per Obama, però, la luna di miele è già finita da un pezzo. Negli ultimi mesi, tra Siria, Datagate, Shutdown e il flop del sito di Health Care, il Presidente si è trovato a fare i conti con un drastico calo di popolarità e con critiche feroci.

Oggi l’American Dream torna con Bill De Blasio. La “frana che ha travolto New York”, come ha titolato Politico è così legato alle origini italiane da aver tenuto il cognome della madre di origine italiana, ha una moglie, Chirlane I. McCray, nera e attivista per i diritti LGBT. Dopo la vittoria ha scelto di parlare da Brooklyn, altro simbolo della sua corsa a sindaco e delle sue origini, e lo ha fatto in inglese e in spagnolo, per rendere omaggio alla comunità ispanica, sempre più numerosa e importante a New York e negli Usa.

E’ riuscito persino nel miracolo di entusiasmare gli italiani sulla loro italianità, ultimamente molto bistrattata, e oggi, anche a casa nostra, oggi ci si sente un po’ parte di questo trionfo. La sua campagna è stata incentrata sul problema della povertà, delle diseguaglianze sociali e sulla parola, e hashtag, #progress. Adesso però questo termine evocativo dovrà tradursi in realtà. New York è un città meno americana e più europea, lontana dagli Stati Uniti nel senso più profondo, e con una naturale attenzione al welfare e alle problematiche sociali, ma con la recessione la forbice fra i ricchi e i poveri si è ulteriormente allargata.

Riuscirà Bill De Blasio a non far rimpiangere tra qualche anno il miliardario Bloomberg e a rilanciare, altro termine molto usato in campagna elettorale, una New York meno “Manhattan-centrica” e più attenta ai soggetti deboli e in grado di dare davvero le stesse opportunità a tutti?

Autore: Micol Sarfatti | Fonte: huffingtonpost.it

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