Il doppio registro dei Cinquestelle: bene nei sondaggi, male nelle urne. Perché?

19/11/2013 – Nelle intenzioni di voto continuano a crescere ma a livello locale gli uomini di Grillo&Casaleggio pagano l’assenza di un’organizzazione centrale fisica.
Il doppio registro dei Cinquestelle: bene nei sondaggi, male nelle urne. Perché?

È andata così anche in Basilicata. Provando a spingersi oltre l’interpretazione strettamente politica del risultato delle urne, le ragioni della discrepanza tra i sondaggi che continuano a crescere e le performance al voto, sempre deludenti, risiedono nella struttura del Movimento 5 Stelle: quella fisica. La rete “materiale”, non quella virtuale, di relazioni che legano gli attivisti e ne muovono l’azione sul territorio. Se “l’unità politica centrale”, il decisore di ultima istanza nelle questioni di rilevanza nazionale si muove sull’asse Genova-Milano, lo stesso non accade a livello locale vista l’assenza di un coordinamento delle realtà territoriali.

D’altra parte il Movimento rifiuta dalla sua nascita (e non senza orgoglio) non solo la forma partito ma anche la sua struttura, leggera o pesante che sia. La “sede” del partito d’altra parte è il blog e la penetrazione del territorio è affidata allo spontaneismo, circostanza che produce due ordini di problemi: una distribuzione delle forze a macchia di leopardo e un’elevata conflittualità quando si tratta di scegliere i candidati.

In Basilicata i Cinquestelle sono andati male. Sono riusciti a piazzare solo due consiglieri su 20. I parlamentari lucani danno a Europa la loro versione e il punto è quello di sempre. «La colpa della stampa, racconta che il problema principale del paese siamo noi», spiega Vito Petrocelli, senatore lucano del M5S. «Anche Beppe ha dato il suo contributo ma nei piccoli centri non ci sono attivisti. È ancora difficile trovare persone che mettano un banchetto. Sono quelli del grande centro che vanno nei piccoli centri. Poi le nostra attività sono quasi tutte online e in Basilicata con la diffusione della banda larga che non esiste siamo penalizzati. La prova è nel fatto che a Matera siamo andati benissimo».

«A Potenza c’è l’edificio della regione, ci sono più apparati burocratici e più posti da inserire» ragiona l’onorevole cittadina Mirella Liuzzi spiegando il risultato più scarso raggiunto nel capoluogo di regione. «Non è uscito con chiarezza il cambiamento che possiamo portare. Comunque a Matera il M5S è la prima forza politica. Lì c’è un gruppo che è lavora dal 2006. Poi l’attacco alla stampa: «Una settimana prima del voto 20 parlamentari del M5S erano a Matera, e nessuno dei due telegiornali della regione, il TgR e quello dell’emittente privata Trm, ne hanno dato notizia. Sono in commissione viglianza Rai e promuoverò un’interrogazione parlamentare almeno sul primo caso».

Autore: Francesco Maesano | Fonte: europaquotidiano.it

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