Usa, le donne in corsa per il dopo Obama

03/12/2013 – Non solo Hillary Clinton. Nel toto-candidate 2016 anche il terrore di Wall Street Liz Warren. E pure Janet Napolitano.

Dopo un presidente nero, una donna alla Casa Bianca.
L’onda del cambiamento democratico negli Stati Uniti, iniziata nel 2008 con Barack Obama, sembra destinata ad aprire nuove porte in vista delle elezioni presidenziali del 2016.
Per la prima volta, infatti, nello studio ovale potrebbe sedersi un presidente donna.
LE DONNE DEL DOPO-OBAMA. In corsa non c’è solo Hillary Clinton, data per favorita da molti addetti ai lavori, ma anche altre in grado di giocarsi le loro carte: da Liz Warren a Janet Napolitano, da Kirsten Gillibrand ad Amy Klobuchar, passando per Kathleen Sebelius.
Tutte potrebbero ambire alla nomination democratica, come auspicato dallo stesso Obama in un’intervista alla Abc in compagnia della moglie Michelle (la candidatura della first lady è invece più gossip che realtà).

Liz Warren, lo spauracchio di Wall Street

Ci sono tre parole che provocano il terrore dei banchieri di Wall Street: «Presidente Elizabeth Warren».
La senatrice del Massachusetts, stella dei progressisti americani, sarebbe pronta a correre per la Casa Bianca secondo Politico.com.
Nemica delle banche e delle grandi corporation, Warren è già stata descritta come l’anti-Clinton nonostante sia stata tre le firmatarie dell’appello perché l’ex segretario di Stato si candidi nel 2016.
PALADINA DEI CONSUMATORI. È considerata la paladina dei consumatori (Obama l’ha voluta alla guida del Consumer financial protection bureau) e, secondo la stampa americana, ha più di una chance visto che il terreno della sfida del 2016 è destinato a essere probabilmente quello della riforma di Wall Street assieme alle politiche sociali in difesa del ceto medio.
LA SFIDA A CLINTON. Anche Clinton sostiene che il fisco debba essere più aggressivo nei confronti dei miliardari, aiutando la middle class, ma è più moderata rispetto a Warren e mantiene forti legami con le maggiori banche americane.
Per questo Liz, riconosciuta dal Time tra le persone con una crescente influenza nel mondo della politica, potrebbe avere buone chance (sempre che sciolga la riserva di candidarsi).
D’altronde gli americani lo dicono spesso: «You’ll lose if you run», solo se accetti la sfida puoi perderla.

Hillary Clinton ci riprova, stavolta può essere quella giusta

Nel 2007 tutti la davano in testa per la candidatura democratica, ma alla fine venne battuta da Obama, che all’epoca era ‘solo’ un senatore nero dell’Illinois.
Ora Hillary ci riprova, convinta che sia la volta buona e forte di un sostegno economico già ribattezzato «Clinton-machine».
TRA CONFERENZE E PREMI. Dalle star di Hollywood ai capi di Wall Street, l’ex segretario di Stato può contare su una potenziale schiera di donatori capace di farla volare alla Casa Bianca.
A ciò si aggiungono le conferenze strapagate nelle università migliori e i numerosi premi ritirati da Clinton, da quelli per gli aiuti umanitari ai Paesi in grave crisi ai riconoscimenti per l’impegno nel migliorare i rapporti tra Messico e Stati Uniti (con un occhio al cruciale voto latino).
Una raccolta fondi tra i giovani della possibile base si è svolta invece al night club ‘Exchange L. A.’ dove tutti i presenti si sono detti «ready for Hillary» tra un brindisi e l’altro.
TOUR IN EUROPA NEL 2014. Ma l’ala più progressista del partito democratico, secondo i giornali americani, non ha preso benissimo la scelta dell’ex first lady di mantenere legami fortissimi con le maggiori banche americane. E questo potrebbe costarle caro.
Secondo gli ultimi rumors, Clinton starebbe anche preparando un tour in Europa nel 2014 per lanciare la sua candidatura. E seguire le orme di Obama, che nel 2008 sfruttò il palco di Berlino come trampolino di lancio per la sua vittoria.

Janet Napolitano ha dettato legge nell’Arizona repubblicana

  • Janet Napolitano, segretario della Sicurezza interna (Getty).

Ma ci sono anche altre donne che potrebbero tentare la corsa alla Casa Bianca. Tra queste c’è Janet Napolitano, nata in una famiglia di origine italiana e scelta nel 2008 da Obama come segretario della Sicurezza interna.
Single e sportiva (gioca a tennis e ama fare trekking in montagna), Napolitano è molto popolare negli Stati Uniti e nel 2006, quando era governatrice dell’Arizona, è stata inserita dal Time nella lista dei cinque migliori governatori americani.
Per il Washington Post «Napolitano è una politica di buon senso, starebbe pensando di candidarsi e ci sono validi motivi per prenderla sul serio».
LA SCOMMESSA DELL’IMMIGRAZIONE. Tra questi c’è il fatto che il segretario della Sicurezza interna ha trasformato con successo il problema del deficit di bilancio dell’Arizona in un surplus nel corso del suo mandato di governatore. E di essere riuscita a far passare diverse leggi nello Stato tradizionalmente vicino ai Repubblicani, oltre ad aver insistito per la riforma dell’immigrazione.
Insomma, Napolitano è un tipo che non scherza quando si tratta di mettere in pratica le proprie convinzioni.

Gillibrand, Klobuchar e Sebelius: le altre possibili candidate

  • Kirsten Gillibrand, senatrice dello Stato di New York (Getty).

Un’altra potenziale candidata è Kirsten Gillibrand. La senatrice dello Stato di New York si è schierata a favore dell’aborto e della ricerca sulle staminali, ha sostenuto con forza i matrimoni gay e ha chiesto più trasparenza nell’ambito della politica Don’t ask don’t tell che limita la presenza di omosessuali nell’esercito.
KLOBUCHAR, AVVOCATESSA DEI DIRITTI. Secondo Politico.com, anche Amy Klobuchar potrebbe partecipare alla corsa.
L’avvocatessa è stata la prima senatrice donna eletta nel Minnesota ed è stata scelta dal New York Times tra le figure femminili più indicate per la Casa Bianca. Anche lei sostiene i diritti della comunità Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) e insiste su temi come la sicurezza sociale e l’assistenza sanitaria universale.
SEBELIUS, CATTOLICA PRO-ABORTO. Kathleen Sebelius, ex governatrice del Kansas e attuale segretario della Salute e dei Servizi umani, è famosa soprattutto per le sue posizioni pro-choice. Per esempio, ha posto il veto ad alcune proposte di legge anti-abortiste nonostante abbia frequentato scuole cattoliche da giovane.
Inoltre è stimata per aver risolto il problema del debito di 1,1 miliardi dollari del Kansas senza aumenti fiscali.
MICHELLE ESCLUDE DI CANDIDARSI. Infine si è molto parlato di una possibile candidatura di Michelle Obama, ma l’attuale first lady si è tirata fuori assicurando che non potrebbe fare un lavoro migliore del marito: «Ha una tenacia e una calma che non hanno tutti», ha detto. «Io di sicuro non ho la stessa pazienza». Staremo a vedere.

Autore: Gabriele Perrone | Fonte: lettera43.it

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