Vita da ex: il potere logora chi ce l’aveva

04/07/2014 – “Il potere logora chi non ce l’ha”. Mi sta venendo il dubbio che la storica frase del Divo Giulio vada ribaltata o almeno aggiornata: “il potere logora chi ce l’ha e chi ce l’aveva”. E sarà vero che “è meglio essere un ex che un x”? Giovanni Maria Flick l’ha ripetuto tante volte nello studio de “L’aria che tira”, ma ormai non ne sono così sicura… Proviamo a mettere in fila i fatti.

L’ultimo ex potente ad essere caduto in disgrazia è Nicolas Sarkozy. In soli due anni è passato dal luccichio sfavillante dell’Eliseo allo squallore di un tribunale di periferia, da una delle poltrone più importanti del mondo al banco degli accusati in stato di fermo. E la sua nuova vita potrebbe essere solo all’inizio: ora dovrà difendersi e spiegare. Per adesso l’ha fatto andando in tv e gli italiani hanno capito che tutto il mondo è paese, che certe cose non succedono solo a casa nostra.

Attraversando la Manica si incontra un’altra bufera. La stella dell’ex Premier Tony Blair oggi è un po’ appannata. Il leader che ha riportato al governo i Labour dopo il lungo regno della Lady di Ferro è costretto a difendersi da un’accusa difficile da digerire: essere consulente del nuovo Presidente egiziano al-Sisi, arrivato al potere con un golpe. Eh sì che di consulenze d’oro l’ex eroe del New Labour ne ha collezionate parecchie, se si pensa che il suo patrimonio è stimato in 90 milioni di euro e che viaggia a bordo di un jet privato ribattezzato dalla stampa britannica Blair force one… Tutti rapporti di stima e amicizia costruiti nei 10 anni trascorsi a Downing Street? Non proprio, visto che molti “clienti” sono dittatori e autocrati che ai tempi in cui guidava il governo di Sua Maestà non poteva certo corteggiare, come il leader del Kazakistan Nursultan Nazarbayev. Chissà se hanno mai parlato del caso Shalabayeva…

Come Blair, anche Romano Prodi è stato inviato speciale dell’Onu: ma per l’ex Premier italiano i guai sono arrivati dalla sua coalizione, che l’ha costretto due volte ad abbandonare Palazzo Chigi anzitempo, e dal suo partito, quel Pd che nella corsa per il Quirinale l’ha azzoppato con 101 sgambetti. Sì, diciamo pure che ai politici italiani la vita dopo il potere non riserva grandi soddisfazioni. Pensiamo ai due simboli della Prima Repubblica: Giulio Andreotti ha affrontato un lungo processo per mafia e Bettino Craxi dopo un lancio di monetine ha finito i suoi giorni da latitante in Tunisia. Chi l’avrebbe mai detto quando facevano il bello e il cattivo tempo dalle stanze dei bottoni di Palazzo Chigi?

Juan Carlos di Spagna è ex solo da qualche giorno, ma già gli ultimi anni di regno li ha trascorsi sotto una cattiva stella, tanto da spingerlo all’abdicazione. Non è andata meglio a Bill Clinton, travolto dallo scandalo Lewinsky e oggi ridotto a comparsa nella vita politica della moglie Hillary, o a Lech Wałęsa, mitico leader di Solidarność e primo Presidente della Polonia post-comunista: quando ha provato a ricandidarsi alle elezioni presidenziali ha raccolto meno dell’1% dei consensi. Non molto per uno dei protagonisti della fine del comunismo!

Padri e madri di famiglia o politici in carriera? George Bush senior, sconfitto alle elezioni del 1992, ha dovuto abbandonare la Casa Bianca dopo un solo mandato e senza troppa gloria. Appena 8 anni dopo, però, suo figlio era seduto nello Studio Ovale. Helmut Kohl, invece, rimarrà nella storia del suo Paese per essere stato il Cancelliere della riunificazione tedesca, al potere per 16 lunghi anni, ma la sua famiglia è stata travolta da tragedie e incomprensioni. Margaret Thatcher in 11 anni di governo ha piegato i sindacati, i minatori e persino i terroristi dell’Ira, ma non ha potuto far nulla per i guai giudiziari del figlio Mark.

E Silvio Berlusconi sarà mai un ex? Per la concezione classica del potere lo è già da tempo, da quando ha consegnato la campanella di Palazzo Chigi a Mario Monti. Come capo partito, invece, non sarà mai un ex. Forza Italia è una sua creatura, una sua propaggine che difficilmente sopravviverà alla sua uscita di scena. Senza Berlusconi, la sua immagine, la sua leadership e i suoi generosi finanziamenti, cosa resterà del movimento azzurro? E se la magistratura lo ha reso ex Cavaliere, le sconfitte politiche e le vicende giudiziarie lo hanno fatto tornare soprattutto un imprenditore: un capo azienda che tifa (vedi le dichiarazioni di suo figlio Pier Silvio) per Matteo Renzi e le sue riforme.

Myrta Merlino – HuffPost

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Giotto, Giudizio Universale, particolare di Lucifero, 1303-1304, Padova – Cappella degli Scrovegni

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