Giornalismo, politica e cittadini: quando il dolore delle persone non viene ascoltato

04/08/2014 – Postiamo qui sotto un articolo pervenutoci quest’oggi da un lettore, che vuole rimanere nell’anonimato con il nickname di Paperinik78. Sono benvenuti nel blog tutti i contributi dei nostri affezionati lettori!

Alcuni giorni fa, nella più completa confusione del nostro Parlamento (si vedano i fatti di violenza verbale e fisica che sono avvenuti nei giorni scorsi nel massimo centro del potere democratico, il Parlamento), ho voluto fare mente locale su come i politici possiedano una realtà parallela e completamente distorta della quotidianità delle famiglie italiane e delle questioni a loro care, lontana dai fatti e dalla concretezza della vita terrena.

Andando oltre al tema della riforma del Senato, cara alla gran parte della classe politica italiana (chissà perché…interessi?), ho desiderato confrontare le notizie dei principali quotidiani e le risposte arrivate dai rappresentanti dei cittadini. Dopo aver fatto una fotografia ho potuto valutare come essi vivano in un cd. “delirio di onnipotenza” caratterizzato da continui comunicati stampa e notizie “ad effetto”, non considerando il contesto e i sentimenti ormai sconvolti e frustrati dei cittadini rappresentati.

Tre temi sono emersi dal confronto con le persone a me più care:

1) ambiente. Due giorni fa è avvenuta la tragedia di Conegliano con la morte di quattro innocenti persone. Il risultato? Notizie eclatanti con titoloni sui giornali, mere e semplici prese di posizioni sia da una parte politica che dall’altra (sia a livello locale che nazionale) e sconsiderate risposte “istituzionali”: “dopo la tragedia varo di finanziamenti per la riqualificazione del territorio e dei corsi d’acqua”. Mai una reale presa di posizione e di responsabilità da parte delle istituzioni. Questo avvenne anche nella scorsa tragedia di Genova.

2) lavoro. La questione lavoro è un tema carissimo alla maggioranza di Governo, ma parliamo di come le famiglie del territorio non riescano a gestire in modo congruo l’assenza di una occupazione e delle entrate derivanti. Centinaia di persone perdono il lavoro anche nella nostra Regione, vittime di un processo e di un meccanismo distorto: moltissime aziende chiudono e rimane come strumento di tutela per la famiglie la cassa integrazione… ma i soldi quando arrivano? Non è facile saperlo, un rimbalzo di risposte e competenze si susseguono ed intanto i mesi passano, da due diventano quattro, da quattro a otto, i soldi non arrivano e nessuna risposta vera dalle istituzioni preposte. Ultima notizia in ordine di arrivo proviene dal Ministero del Lavoro (si veda http://www.termometropolitico.it/131208_cig-in-deroga-aumenta-copertura.html) con l’annuncio dell’aumento della copertura finanziaria a sostegno. Intanto le famiglie come sopravvivono? Non riescono a sopravvivere, questa è la risposta: si arrabattano tra un lavoretto e l’altro, in nero spesso, senza nessun riferimento circa i tempi e le fasi per ottenere quanto dovuto.

3) tributi e aziende. Un altro tema molto pregnante nelle realtà imprenditoriali ed artigianali locali è l’imposizione tributaria e la riscossione da parte dello Stato: l’ultimo sondaggio di Unimpresa stima che il 62% delle piccole e medie imprese italiane è costretto a ricorrere a un finanziamento per onorare le scadenze fiscali. Un contesto dove di fatto l’impresa si trova morsa in una tenaglia, con fisco e credito che tagliano le gambe e chiudono le porte del futuro. Purtroppo sono i numeri che parlano.

Per non parlare di molti altri settori quotidiani: amministrazione, salute, diritti, ecc. ecc.

In questo contesto, caratterizzato da uno stato di iper informazione mediatica (giornali, internet, social media), non traspaiono risposte a questi problemi vicini alla gente e anzi la scena che si viene a visualizzare è la constatazione di come sia stata data la precedenza alla riforma costituzionale, volta a dare un riassetto organizzativo al Senato e allo stesso tempo è stato di fatto messo ai box l’apporto decisionale e di legiferazione del nostro Parlamento su materie chiave.

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