I sondaggi già pensano al 2016. E vedono Romney in testa su Hillary

28/11/2014 – Chiusa la partita del midterm, si è già aperta la corsa per le presidenziali. E lo sconfitto Mitt è pronto tornare in campo, spinto da sondaggi favorevoli.
I sondaggi già pensano al 2016. E vedono Romney in testa su Hillary

Anche Mitt Romney ha partecipato alla scorsa campagna elettorale, al fianco dei candidati repubblicani al Congresso. Come Jeb Bush. Come Rand Paul. Come Ted Cruz e Marco Rubio. E come Hillary Clinton, sul versante democratico. Insomma, si è mosso sotto i riflettori, come gli altri aspiranti candidati alla Casa Bianca nel 2016, più per presentare le proprie credenziali, in realtà, che per dare una mano ai candidati.

Sì, riecco Mitt Romney, che era dato per finito. Un pensionato ricchissimo, con tante e grandi mansion, marito, padre e nonno felice che viene beccato dai fotografi mentre guida la sua Suv e fa benzina a un distributore self.
Non solo è tornato, Mitt Romney, non solo è di nuovo sulla scena dopo la batosta inflittagli da Barack Obama nel 2012, ma, pur non avendolo dichiarato, è di nuovo in corsa per la Casa bianca. E con ottime possibilità di farcela (se si votasse domani9. Infatti i sondaggi lo danno comodamente i testa, con un certo distacco rispetto al secondo, Jeb Bush. Ma vincerebbe anche in una competizione diretta con Hillary Clinton.

Secondo un sondaggio della Quinnipiac University, Romeny ha il 19 per cento delle preferenze tra gli intervistati, Jeb Bush l’undici, il governatore del New Jersey Chris Christie e il neurochirurgo Ben Carson, nuova star della destra, otto, Rand Paul sei.
In un ipotetico duello con Hillary Clinton, Romney avrebbe il 46 per cento dei voti, Hillary il 45.

Quanto valgono sondaggi così, adesso? Poco, se si considera che nessuno dei “candidati”, lo è davvero ancora. Sono candidati per i media. Lo saranno presto molti di loro, e decideranno anche, non solo, sulla scorta di questi primi rilevamenti. Che sono appunto misuratori di umori più che di inclinazioni reali al voto. Nella fattispecie, quel che sembrava surreale fino a qualche settimana fa, il ritorno di Romney, è invece realtà. Se poi si aggiunge il fatto che l’ex-governatore del Massachusetts dispone di grandi risorse finanziarie, è chiaro che lo vedremo preso in corsa.

Inoltre, il valore dei sondaggi in questa fase a dir poco ancora prematura della campagna 2016, è anche nel fatto che le prossime presidenziali non vedranno in corsa un presidente in carica né un suo vice, a meno che, e anche questo è possibile, Joe Biden non decida di candidarsi. Ma nei sondaggi è molto distanziato da Hillary. Quel che dice un rilevamento come quello della Quinnipiac University è che la mancanza di un incumbent rende tutto imprevedibile, tutto è possibile, compresa la sconfitta di Hillary Clinton, considerata fino a ieri dal coro mediatico “inevitabile”, da parte di un resuscitato Romney.

Autore: Guido Moltedo | Fonte: europaquotidiano.it

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