La food diplomacy: le origini storiche di un’arte

03/12/2014 – Si avvicina, fra qualche mese, l’apertura ufficiale di Expo Milano 2015, un’iniziativa di livello internazionale sul tema dell’alimentazione, dei sapori e delle tradizioni culinarie dei cittadini del mondo: sarà la ristorazione a farne da padrona in prima linea.

In questo articolo si desidera mettere in luce l’importanza nella storia della cd. diplomazia culinaria e, quindi, dell’utilizzo del cibo in incontri privati, in riunioni pubbliche o occasioni istituzionali per l’assunzione di decisioni a livello internazionale, ovverosia la food diplomacy intesa come uno strumento fondamentale nella diplomazia pubblica. Qui ottiene lo scettro in materia il grande diplomatico francese Talleyrand (Parigi, 2 febbraio 1754 – Parigi, 17 maggio 1838): si narra che la sua perspicace abilità risiedeva nella capacità di far sedere allo stesso tavolo oppositori politici/istituzionali e indurli alla discussione per la risoluzione delle questioni conflittuali. Diversi di questi incontri conviviali e banchetti, a cui presiedeva Tayllerand, erano preparati dal grande chef  francese Antonin download (1)Carême, codificatore dello stile di cucina francese noto come “Haute Cuisine”. Carême lavorò anche per altri membri dell’alta società europea, fra i quali Napoleone BonaparteGiorgio IV (Re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda e di Hannover dal 1820) e l’Imperatore di Russia Alessandro I. Da vari testi storici, si deduce che Napoleone fosse quasi totalmente indifferente alla buona cucina ma fosse consapevole dell’importanza delle relazioni socio-culturali con i vari attori della diplomazia internazionale: fu così che, nel 1804, incaricò Talleyrand di acquistare Château de Valençay, un grande castello appena fuori Parigi, con lo scopo di utilizzarlo quale luogo per i suoi ricevimenti diplomatici. Talleyrand portò con sè lo chef Carême e lo sottopose ad una prova culinaria senza precedenti, quasi “stile Masterchef” si può dire: realizzare un menu  senza ripetere mai nessun piatto nell’arco di un anno, utilizzando solamente prodotti di stagione. Si sviluppò una nuova metodologia nella preparazione e nella presentazione dei piatti creati, utilizzando erbe aromatiche fresche, verdure e salse semplici con meno ingredienti e perciò meno pesanti. Si racconta, infatti, che lo chef francese fosse talmente eccellente nella preparazione delle svariate prelibatezze, che gli ospiti terminavano la discussione a tavola rimuovendo le loro differenze politiche (cosa rarissima nei dibattiti o negli incontri/tavole di lavoro di tipo classico), favorendo una presa di decisioni maggiormente diplomatica. In particolare, Talleyrand scoprì la “carta della diplomazia culinaria” in due eventi storici fondamentali nella storia dell’Europa contemporanea: nelle trattative seguenti alla caduta di Napoleone (Trattati di Parigi) e durante il famoso Congresso di Vienna (dal 1º novembre 1814 al 9 giugno 1815), una conferenza al quale vi parteciparono le principali potenze europee allo scopo di ridisegnare la carta politica dell’Europa.

– Datemi da mangiare bene e vi farò buona politica (LUIGI XIV) –

Autore: Alberto Vanin (C)

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