Renzi riforma anche Twitter e ne fa una piccola Tv, un cinguettio per parlare con tutti

21/12/2014 – L’uso che Matteo Renzi fa di Twitter “accentua e in parte trasforma il processo di personalizzazione della politica” e spinge ad una “riconfigurazione” dell’uso del microblog, una riforma per usare un tema familiare allo stesso premier, capace di affidare a Twitter il ruolo che in passato ha avuto la Tv per la politica. Lo spiega il saggio ‘Twitter tra ibridazione e personalizzazione – Il caso di Matteo Renzi’ di Rossella Rega e Donatello Lorusso, la prima analisi scientifica sull’uso di Twitter da parte del premier.

Lo studio, pubblicato sull’ultimo numero della rivista ‘Problemi dell’informazione’, è basato sull’analisi dei primi 100 giorni di Renzi premier su Twitter (96 tweet prodotti dal 21 febbraio e il 1 giugno scorsi) verificandone la copertura mediale sulle principali agenzie di stampa e quotidiani. Per la cronaca, il numero di follower del premier nell’intervallo di tempo considerato è cresciuto da 869.033 a 1.128.897 mentre quello dei following è rimasto inalterato a 577, il livello di reazioni (retweet e favoriti) è stato in media in media di 1.975 (1.133 favorites e 842 retweet, nel dettaglio).

La ricerca, tra le altre cose, analizza “lo stile comunicativo del premier”, le cui doti di “velocità e capacità di sintesi sembrano collimare perfettamente con i tratti del microblogging, diventato il simbolo più diretto della modernizzazione”. Specie “quando ricorre al linguaggio della semplicità che lo contraddistingue, attraverso immagini che producono nell’immediato un senso di identificazione e di appartenenza alla comunità”.

Renzi alternando “messaggi di comunicazione istituzionale a commenti personali e forme di self-expression, accentua e in parte trasforma il processo di personalizzazione della politica”. Inoltre, questo mettere in scena “contemporaneamente ruoli pubblici e profili personali/privati” propone un “rinnovamento della recita politica” così “come era stato per la televisione” in passato.

L’uso di Twitter in generale e in particolare da parte di Renzi, con “l’attenuarsi della dimensione di intermediazione svolta tradizionalmente dai giornalisti, produce un nuovo senso di vicinanza e familiarità con il soggetto politico”. Un “fenomeno di personalizzazione della comunicazione politica, favorito inizialmente dalla diffusione della televisione”, che “si accentua ulteriormente all’interno di uno spazio informale e a maggiore tasso di intimità quale è appunto la twittersfera”.

L’esempio tipico del “trasferimento delle logiche televisive alla piattaforma social” è il #matteorisponde, una “cerimonia o micro-evento mediale attorno o a partire da Twitter”. Secondo lo studio, “attraverso gli spazi ‘pubblici-privati’ dei social media si moltiplicano le possibilità di dare vita a uno storytelling che tiene insieme informazione e intrattenimento, attualità politica e vicenda personale, in un processo di popolarizzazione della politica che attraverso i nuovi spazi del web sociale si accresce ed enfatizza ulteriormente”.

Nel merito, lo studio tra le altre cose evidenzia come ci siano dei momenti più ‘prolifici’ per il premier su Twitter: “Se alcuni studi hanno evidenziato come le fasce orarie tra le 12 e le 13 e tra le 19 e le 20 siano quelle in cui i tweet possono ricevere maggiore visibilità, Renzi sembra invece preferire il mattino molto presto. Un terzo circa dei suoi messaggi sono stati twittati entro mezzogiorno (n=33) e soltanto 11 tra le 12.00 e le 15.00”.

Questo particolare è, secondo la ricerca, sintomo di “una coerenza che lega i messaggi al suo stile. La promessa di Renzi di trasformare il funzionamento della politica e di rilanciare il Paese in tempi rapidissimi, che impone senso di concretezza, velocità e capacità innovativa, si coniuga bene con le sue scelte di stile e comunicazione”.

Grande spazio viene, tra l’altro, allo studio degli hashtag, cui Renzi ” ricorre in maniera attenta e continuativa”. L’indagine evidenzia “l’assenza dei tradizionali hash symbol di partito (#pd; #PdNetwork) e l’uso continuativo di slogan” come #italiariparte o #lavoltabuona. In media, gli hashtag del premier con più visibilità in rete sono #unoxuno, #acasa e la #lasvoltabuona.

Fonte: adnkronos.com

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